Castello Normanno-Svevo di Bari
Prima dell’arrivo dei Normanni e delle reliquie di san Nicola, Bari era stata sede di gastaldi longobardi ed emiri musulmani, ai quali si devono gli ampliamenti, le fortificazioni e le decorazioni della città.
Le sue mura urbane racchiudevano le torri della difesa medievale e le mura della reggia rinascimentale, a loro volta parte integrante di una città murata, denominata castrum.
Il castello di Bari delimitato da oscuri torrioni quadrangolari, deve il suo nucleo originale ai normanni e agli svevi.
Restaurata nel 1233 da Federico II, dopo la terribile distruzione operata da Guglielmo il Malo nel 1156, la fortezza acquisì un aspetto residenziale e rappresentativo, dovuto all’aggiunta di finestre nelle torri, alla realizzazione di una cinta bastionata sui tre lati verso terra.
Prima del dominio normanno, l'area su cui si leva il castello era una zona periferica della città bizantina; non a caso recenti scavi archeologici hanno riportato alla luce resti di murature appartenenti a nuclei abitativi di epoca bizantina e ad una chiesa risalente alla metà del X secolo.