Agorà dell'Antica Akragas nella Valle dei Templi
L'agorà dell’antica città greca di Akragas così come modificata durante il periodo romano occupa due distinti terrazzi, di cui quello superiore si sviluppa sull’altura di S. Nicola, mentre il terrazzo inferiore sorge accanto al Tempio di Ercole.
Entrambe inserite perfettamente nel tessuto urbano della città, le agorà agrigentine erano al pari delle altre, aree pubbliche, finalizzate ad accogliere edifici sacri e civili; in particolare, l’agorà superiore ospita: i resti del Bouleuterion o Sala del Consiglio contraddistinta da una cavea semicircolare iscritta entro un muro perimetrale quadrangolare, realizzata in due periodi storici differenti, di cui il primo si colloca tra il IV e il III secolo a.C., mente il secondo risale al periodo romano, con ad ovest dell'orchestra un portico colonnato; i ruderi dell’antico ekklesiasterion, l'edificio dove i greci svolgevano le riunione dell'ekklesia vale a dire dell’assemblea del popolo, risalente al periodo compreso tra la fine del IV e il III secolo a.C.
Naturalmente, durante il dominio romano, la struttura oltre a cambiare denominazione divenendo il “comitium”, assunse anche la forma di un semicerchio a estremità prolungate, dove potevano sedere circa tremila spettatori.
Abbandonato tra il II e il I secolo a.C., la struttura acconsentì alla realizzazione sulle sue fondamenta, di un piazzale alla cui estremità occidentale fu eretto un tempio dorico, denominato l’Oratorio di Falaride, adagiato su un alto podio e contraddistinto da un prostilo tetrastilo con trabeazione dorica, coperto di stucco dipinto, al pari dell’altare del sacello ospitato sull'asse della cunetta settentrionale.
Nella fase successiva, d'età imperiale, l’area dell'antica orchestra venne occupata da abitazioni private, di cui sono visibili alcuni ambienti impreziositi da mosaici.
Nell’agorà inferiore sorge l’antico Gynnasium, riportato alla luce negli anni Cinquanta grazie alla scoperta di un lungo portico nei cui pressi si rinvenne la porzione di sedile iscritto con dedica a Hermes e Heracles.
L’edificio probabilmente eretto in età ellenistica, deve il suo attuale aspetto ai lavori di rinnovamento eseguiti nell’età augustea, come testimonia il ritrovamento di un edificio circolare con basi di colonne o pilastrini all’interno, fiancheggiato da due ambienti rettangolari.
Dell’originario complesso si conservano due file di sedili opposti, ciascuna divisa in quattro settori, delimitati da braccioli, impreziositi da iscrizioni.