Kolymbethra della Valle dei Templi
Tra i templi di Vulcano e di Diòscuri si estende una famosissima opera architettonica chiamata in greco Kolymbethra che corrisponde al termine italiano di piscina.
Per commemorare la vittoria della battaglia di Imera del 480 a.C. , il tiranno Terone commissionò la costruzione di una grande vasca presso l'estremità occidentale della Collina dei Templi nella meravigliosa valle agrigentina.
La struttura dal perimetro di cinque ettari, e dalla profondità di venti metri, fu in principio utile per l’approvvigionamento idrico dell’antica città greca, ma con il passare del tempo perse la sua funzione originaria divenendo dapprima vivaio di pesci, e una volta interratasi orto e frutteto.
Nel XII secolo d.C., dopo un lungo periodo di abbandono, il sito venne recuperato e destinato alla coltivazione della canna da zucchero alla quale si aggiunse, successivamente la coltivazione di agrumi.
L’intervento più importante ci fu nel 1999 grazie al FAI, Fondo Ambiente Italiano, che bonificò l’area e trasformò la Kolymbetra in un magnifico Giardino attraversato da quattro sentieri impreziositi da numerose specie di piante appartenenti alla macchia mediterranea oltre a varietà di limoni, aranci, carrubi, fichidindia, mandorli e olivi.
Da ammirare gli antichi acquedotti Feaci costruiti nel V secolo a.C. per l’alimentazione dell'antica piscina, dove tutt’oggi sono caratterizzati da limpide ed abbondanti acque.
Lo storico greco Diodoro Siculo ci racconta della Kolymbbetra come di una magnifica piscina in cui confluivano tutte le canalizzazioni sotterranee che dalla parte alta della città scendevano a valle, tra cui la rete ipogeica scavata nella Collina di Girgenti e in quella nella Rupe.
La tradizione vuole che la fitta rete di acquedotti sia stata progettata dall'architetto Feace e costruita grazie al lavoro dei prigionieri Cartaginesi sconfitti a Himera nel 480 a.C. .