Necropoli della Valle dei Templi
La meravigliosa Valle dei Templi ad Agrigento accoglie tra le numerose opere archeologiche le architetture tombali risalenti al periodo greco, note come necropoli (dal greco nekros, morto e polis, città), tra le quali le più importanti sono: la necropoli di Montelusa; la Necropoli di contrada Mosè;
la necropoli di Contrada Pezzino; la necropoli romana, e la Tomba di Terone; la necropoli paleocristiana.
La necropoli di contrada Mose, situata lungo l’antica strada per Gela, deve le proprie caratteristiche alle condizioni del terreno argilloso, non a caso le tombe furono realizzate con conci squadrati di arenaria, a casse precedute da pozzetto. Le tecniche utilizzate per la conservazione della salma consistevano o nella inumazioni e conseguente deposito della salma all’interno di vasi funerari, oppure nell’incinerazione testimoniata dalla presenza di due pozzetti in pietra arenaria e da un lastrone del medesimo materiale costruttivo, collocato a livello di calpestio.
La più vasta area cimiteriale dell’antica città greca di Akragas, è la necropoli di contrada Pezzino riportata alla luce durante le campagne di scavo condotte negli anni Ottanta e Novanta, in occasione dei quali sono stati recuperati numerosissimi reperti di notevole interesse archeologico, oltre a interessanti situazioni di raggruppamento di sepolture su base familiare, tecnica utilizzata anche nel caso di cremazione, si pensi ad una tomba del VI secolo a.C., contraddistinta da una sola fossa, ripartita in due scomparti, ciascuno occupato da un vaso cinerario. Lungo le pendici meridionali della collina dei Templi si estende la famosa necropoli romana di Agrigentum, comprendente anche la necropoli Giambertoni ubicata sul pendio sottostante il Tempio della Concordia, caratterizzata da sepolture risalenti al periodo imperiale, ossia tra il I e il III secolo d.C. .
La tecnica funeraria impiegata è quella delle tombe a fossa scavate nella terra, entro cui veniva depositata la cassa in pietra locale con copertura contrassegnata da stele a colonnina; a quest’area cimiteriale appartiene il sarcofago marmoreo di un fanciullo del II secolo d.C., impreziosito da raffigurazioni a rilievo riguardanti la nascita, la vita, la morte, e il compianto del piccolo defunto.
Da ammirare il monumento noto come Tomba di Terone, anche se nulla a che fare con l’omonimo tiranno di Akragas, contraddistinto da due parti sovrapposte, di cui quella inferiore presenta un podio di forma cubica corrispondente alla camera sepolcrale, mentre la parte superiore ha la forma di un tempietto con colonne angolari a sostegno di una trabeazione dorica.
Tra il tempio di Giunone e il tempio di Ercole si sviluppa la necropoli Paleocristiana risalente al periodo compreso tra il III e il VI secolo d.C., alla quale appartengono: numerose sepolture con loculi; le tombe ad arcosolio ricavate nello spessore delle mura di fortificazione di età greca, sovrapposte in più ordini sovrapposti o inserite in piccole camere ipogeiche, contraddistinte da una fossa sormontata da una nicchia ad arco, chiusa da lastre orizzontali.